Conoscere i DSA

09.12.2013 12:08

 

Negli ultimi tempi si sente spesso parlare di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), sindrome la cui definizione è insita in un’aurea di complessità e problematicità. Nonostante le chiare definizioni contenute nei sistemi di classificazione internazionale (ICD-10 e DSM-IV-TR), viene spesso associata a semplici problemi di discriminazione visiva o di deficit della simbolizzazione. L’imperfetta conoscenza del fenomeno tendeva a far confinare le scarse prestazioni scolastiche in corrispondenza di disattenzione e mancanza d’impegno, apatia generalizzata, indifferenza del bambino per lo studio. Dall’altra parte i genitori attribuivano, come spesso accade oggi, le difficoltà dei loro figli alla scuola, all’insegnante, al suo metodo d’insegnamento o a un ambiente poco stimolante.

I soggetti interessati da tale disturbo funzionale non presentano condizioni negative nella sfera intellettiva ma tali difficoltà sono localizzate in specifiche aree cerebrali del sistema nervoso centrale, incidono sull’andamento scolastico determinando limitazioni del funzionamento di specifiche abilità/competenze. Si tratta di una sindrome integrata, specifica e parzialmente pervasiva, di natura neuro-motoria che comporta disturbi a carico delle funzioni esecutive umane, cioè di una serie di azioni coordinate nel tempo e nello spazio. Si rileva in tutti i comportamenti in particolare in : motricità, coordinamenti percettivi, linguaggio, memoria, organizzazione spazio - temporale e dominanza laterale. Problemi concernenti l’autoregolazione del comportamento, alla percezione e all’interazione sociale possono essere associati al disturbo di apprendimento, ma non ne costituiscono, per se stessi, dei disturbi specifici.

I Disturbi Specifici di Apprendimento si riferiscono ad una particolare categoria nosografica relativa ai disturbi evolutivi dello sviluppo e comprendono : il disturbo di lettura, comunemente conosciuto come dislessia , il disturbo di scrittura, disgrafia e disortografia, la cui difficoltà consiste nella trascrizione dei suoni o di separazione fra le parole ma può interessare anche la parte esecutiva del processo di scrittura rendendo difficile la decifrazione di lettere e parole. Anche nel mondo dei numeri, la discalculia può interessare sia la letto-scrittura sia la riuscita del semplice calcolo o comprensione del problema logico.

Si può dire che il disturbo interessa l’esercizio coordinato e fluente della lettura e della scrittura che molti definiscono con il termine di automatismo, insistente sulle funzioni esecutive ed è più adeguato riferire la definizione di Disturbo specifico della lettura, scrittura e delle abilità matematiche in luogo dei Disturbi specifici di apprendimento e associarlo all’ambito delle funzioni cognitive onde si configura come disfunzione esecutiva.

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento della lettura. Il soggetto dislessico presenta una compromissione delle capacità di lettura: ha difficoltà a riconoscere e discriminare i segni alfabetici contenuti nelle parole, ad analizzarli e a orientarsi sul rigo da leggere. Le abilità di base maggiormente compromesse sono : difficoltà di percezione e integrazione visivo - uditiva, difficoltà di memorizzazione visivo - uditiva, difficoltà di organizzazione e integrazione spazio - temporale,difficoltà di simbolizzazione uditivo - grafica, dominanza laterale non adeguatamente acquisita e difficoltà di organizzazione del linguaggio .

 

La disgrafia è una difficoltà di scrittura che riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici. Il soggetto disgrafico scrive in modo irregolare : le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, l’impostazione invertita, il gesto è scarsamente fluido, la sua mano scorre con fatica sul piano di scrittura e l’impugnatura della penna è spesso scorretta. La capacità di utilizzare il foglio è ridotta : non ne rispetta i margini, lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole, non segue la linea di scrittura. La pressione della mano sul foglio non è regolata bene così da lasciare un’impronta nelle pagine seguenti del quaderno. Il soggetto disgrafico presenta difficoltà anche nell’attività di copiatura di parole e del “ricopiare alla lavagna” dove si rintracciano inversioni nell’attività grafo-motoria ed errori dovuti a scarsa coordinazione oculo - manuale. Lo stesso ritmo di scrittura è alterato, il soggetto scrive con una velocità eccessiva o estrema lentezza, senza armonia del gesto e con frequenti interruzioni. Le abilità maggiormente compromesse sono : difficoltà grafo - motorie, difficoltà di orientamento e integrazione spazio - temporale, difficoltà di coordinazione oculo - manuale , dominanza laterale non adeguatamente acquisita e difficoltà nella discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale.

 

La disortografia è la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici. Le abilità di base coinvolte sono la coordinazione nel movimento, l'orientamento e l'organizzazione spazio-temporale, la coordinazione oculo-manuale, la consapevolezza dello schema corporeo, la memoria sequenziale, il linguaggio, il senso del ritmo (in genere immaturo), il processo di simbolizzazione (rallentato), la capacità di discriminazione suoni - segni. Le abilità di base compromesse sono : difficoltà di linguaggio, scarse capacità di percezione e discriminazione visiva e uditiva, organizzazione e integrazione spazio-temporale non ancora acquisita, processo lento nella simbolizzazione grafica, dominanza laterale non adeguatamente sviluppata.

 

Per discalculia s’intende un disturbo specifico del calcolo. Si può manifestare nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche, nella difficoltà a memorizzare la tavola pitagorica con conseguente impossibilità a eseguire correttamente moltiplicazioni e divisioni. E’ presente la capacità di contare in senso progressivo ma non quella di numerare in senso regressivo. Spesso alla base ci sono difficoltà di orientamento spaziale e di organizzazione sequenziale che si evidenziano sia nella lettura sia nella scrittura dei numeri. Le abilità di base maggiormente compromesse sono : lentezza nel processo di simbolizzazione, difficoltà percettivo-motorie, difficoltà prassiche, dominanza laterale non adeguatamente acquisista, difficoltà di organizzazione e di integrazione spazio-temporale, difficoltà di memorizzazione e difficoltà di esecuzione di consegne in sequenza.